Eat Sardinia

Anoressia, bulimia e binge-eating al centro del primo degli incontri del progetto sull’educazione alimentare

Conoscere i disturbi alimentari per affrontarli.

Di solito iniziano sin dall’adolescenza, colpiscono in prevalenza le donne dei paesi maggiormente sviluppati e possono manifestarsi in prima battuta attraverso atteggiamenti particolari come una predilezione per gli abiti larghi o un’ossessione per l’esercizio fisico. I disturbi alimentari sono un fenomeno ancora troppo poco conosciuto, una problematica che pare lontana, ma che ogni anno in Italia fa registrare, tra le sole donne, circa 9 nuovi casi di anoressia ogni 100mila persone e oltre di 12 casi di bulimia ogni 100mila persone.

Ieri anoressia, bulimia e binge-eating (il disturbo da alimentazione incontrollata) sono stati al centro del primo dei seminari organizzati dalle Acli Provinciali di Cagliari assieme all’associazione sportiva dilettantistica Blue Sardinia nell’ambito del progetto Eat Sardinia, finanziato dalla Fondazione di Sardegna. Nel corso dell’incontro, la psicologa Nicoletta Serra e la nutrizionista Valentina Marongiu hanno parlato di quanto possa essere complicato riconoscere il problema e di come sia possibile affrontarlo con l’appoggio di professionisti, di strutture e delle associazioni attive sul territorio.

Quando si parla di problemi di alimentazione si pensa subito alle diete. “In realtà prima di parlare di regime alimentare è necessario lavorare sui comportamenti – spiega la Marongiu – e non solamente di coloro che soffrono della problematica, ma anche di chi gli sta intorno, dei familiari, degli amici, degli insegnanti”. “Ancor prima di affrontare il disturbo, però, bisogna riuscire a riconoscerlo – spiega invece la Serra –. C’è un problema di mancanza di informazione, a volte non ci si rende conto che c’è una problematica, o non si sa a chi rivolgersi, per questo è importante parlare dei disturbi alimentari attraverso iniziative come questa”.

Nei prossimi incontri, che verranno calendarizzati a breve, il discorso verrà allargato a tutto quanto concerne il benessere alimentare. “Attraverso i seminari, rivolti in prima battuta a genitori, educatori e insegnanti, cercheremo di diffondere informazioni e indicazioni anche pratiche per riconoscere i segnali in modo da poter agire subito, aiutando le vittime a mettersi in contatto con un professionista in grado di dare un aiuto concreto. Ma quella degli incontri è soltanto la prima fase del progetto – spiega il presidente delle Acli Provinciali Mauro Carta –. Successivamente andremo nelle scuole, a contatto con i giovani per azioni mirate sulla percezione di sé, e dirette a diffondere una cultura dell’alimentazione e dell’attività fisica sana”.

 

 

7 novembre 2019


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