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Diario da Sarajevo. Racconti di guerra e di vita

È stato presentato ieri sera, nella sede delle Acli provinciali di Cagliari, il libro “Diario da Sarajevo”, scritto da Dubravka Ustalić e tradotto da Silvio Ziliotto per Infinito Edizioni. È stato proprio il suo traduttore a raccontare al pubblico le vicende che hanno accompagnato la stesura, la traduzione e la pubblicazione di questo libro.

È una storia che ha dell’incredibile, fatta di intrecci e coincidenze, quella che ha portato il diario di Dubravka Ustalić da Zagabria, città nella quale la donna si era rifugiata durante i bombardamenti di Sarajevo, a Milano nella scrivania di Silvio Ziliotto, traduttore di lingua serba, croata e bosniaca.

Nel 1994, dopo due anni di bombardamenti, a Sarajevo sembra si sia giunti ad un armistizio. È in questo momento che Dubravka decide di lasciare Zagabria, dove si era rifugiata qualche tempo prima con il figlio, e di ritornare finalmente nella sua città natale. Porta sempre con sé il diario scritto durante gli anni di assedio di Sarajevo, un diario che per i contenuti così dettagliati di una guerra che era diventata una pulizia etnica, le avrebbe costato la vita. Il desiderio di non perdere quelle memorie storiche, scritte per suo figlio e per i figli di tutto il mondo spinge Dubravka ad affidare il manoscritto, scritto a mano in stampatello e rilegato come un vecchio codice, al padrino di suo figlio che vive nel Nord Italia, chiedendo a quest’ultimo di divulgarne i contenuti. Ricevuto il manoscritto, l’uomo cerca quindi un traduttore perché il testo è scritto in bosniaco.

Nel 2004 il diario viene affidato finalmente a Silvio Ziliotto che solo dieci anni dopo riesce a trovare un editore che lo pubblichi. Siamo nel 2014 e Ziliotto ha davanti da tradurre un testo che racconta gli orrori ma anche le speranze e le preghiere di una donna, madre di un bambino piccolo, che vive i bombardamenti di Sarajevo rischiando la vita ogni giorno, mentre il marito combatte al fronte. Il testo è scritto in una lingua viva, la lingua della quotidianità della sua autrice e, come ha spiegato Ziliotto, è stato necessario inserire fra le pagine un ricco apparato di note che spiegassero al lettore il contesto politico e culturale degli eventi raccontati. Come riassume bene il suo traduttore, infatti: «Il diario di Dubravka è qualcosa di più di altre cronache della nostra epoca: vi è l’amore di una giovane madre e moglie, la lucidità incredibilmente pratica di una donna intelligente, la passione per la famiglia e la vita, la voglia di continuare a sognare nonostante tutto e tutti e, infine, la capacità di narrare giorno dopo giorno cogliendo i fatti oltre l’apparenza e persino oltre l’orrore, senza rinunciare alla descrizione della dura quotidianità».

Ziliotto sta ultimando il lavoro ed è qui che la sua vita si intreccia inaspettatamente con quella della protagonista degli eventi. Arrivato alle ultime pagine, infatti, legge di un ragazzo italiano che parla la lingua di Dubravka che lei conosce nel campo profughi in Slovenia dove è rifugiata con il figlio. Quel ragazzo è lui. Sono i primi anni della guerra (1992-1993) e Ziliotto, ventenne, parte volontario da Milano per fare animazione nei campi. È qui che, fra le tante donne e bambini ospitati, conosce anche Dubravka. Autrice e traduttore si incontreranno di nuovo a libro pubblicato nel 2014, dopo 21 anni dal loro primo incontro in quel campo profughi. Dubravka oggi vive a Sarajevo, con il marito e il figlio, dopo aver vissuto per un po’ anche in Italia.

– Silvio Ziliotto è traduttore, interprete e insegnante della lingua serba, croata e bosniaca. Consulente e autore dei lemmi degli autori e dei profili delle letterature slovena, croata, serba, bosniaca, montenegrina, macedone e albanese della Garzantina della letteratura (2007). Tra i libri tradotti ama ricordare: la monografia Palmižana, La saga della Quintessenza (2005), la raccolta di racconti Gli occhi colmi di terra di Šimun Šito Ćorić (2011) e ovviamente Diario di Sarajevo di Dubravka Ustalić (2016). –

23 giugno 2016

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